L’Italia vista con gli occhi di Nedal: il diario di un viaggio “non previsto” trionfa al Premio Pieve 2026
PIEVE SANTO STEFANO (AR) – Si è chiusa ieri, domenica 20 settembre, la 42ª edizione del Premio Pieve Saverio Tutino, il più importante riconoscimento italiano dedicato alla memoria autobiografica e alle scritture private. In una piazza gremita e vibrante di commozione, la giuria nazionale ha proclamato vincitore il giordano di origini beduine Nedal Cini Al Zyod con la sua straordinaria opera di vita “Clandestino. Una vita non prevista” (1966-2025).
La 42ª edizione del Premio Pieve Saverio Tutino 2026 ha visto salire alla ribalta racconti autobiografici di altissimo spessore letterario e storico. Di seguito vengono riportati i dettagli sulle straordinarie memorie degli altri sette finalisti che hanno concorso per la vittoria finale:
Tra Seconda Guerra Mondiale e Resistenza
- Olga Ajello – “Saturnia”: Rimasta sola ad Addis Abeba con due figli piccolissimi dopo la cattura del marito, Olga racconta un epico e rischioso viaggio di ritorno verso Pola attraversando i campi di concentramento britannici. Il titolo evoca la Saturnia, una delle storiche “Navi bianche” impiegate per il rimpatrio dei civili italiani dall’Africa Orientale. Angela Coletta: Una vivida memoria concentrata sul ruolo attivo delle donne nella Liberazione, che ripercorre i suoi mesi da staffetta nella Resistenza lombarda al fianco dei partigiani operanti in prima linea.
- Mario Barbieri: Autore veneto che, attraverso i propri ricordi personali, offre uno spaccato storico e sociologico di rilievo legato all’avvento del fascismo in Italia e all’apatia sociale che ne facilitò l’ascesa.
Nobiltà, ideali istituzionali e confini internazionali
- Fernanda Capece Minutolo: Erede di una nobile famiglia napoletana, mette nero su bianco la propria incrollabile fede monarchica all’indomani del Referendum del 1946. Il suo racconto si concentra sulla determinazione nel portare di nascosto in Portogallo la bandiera sabauda di Umberto II.
- Patrizia D’Alterio: Cooperante internazionale di origine bolognese, intreccia la propria saga familiare con i grandi e complessi stravolgimenti sociali e politici della Colombia contemporanea.
Riscatti personali e squarci storici regionali
- Nicolò Augelli – “Pagine bianche con fiori marci all’interno”: Un’autobiografia intensa, incentrata su un duro e doloroso percorso di riscatto personale e di lotta interiore contro le dipendenze.
- Placido Priscimone: Un diario che scava nel passato profondo del Mezzogiorno, descrivendo una Sicilia ottocentesca piegata e dominata dalle dinamiche del brigantaggio.
