GDF AREZZO: SEQUESTRATO HASHISH SPEDITO PER POSTA.



I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, nell’ambito dei
quotidiani servizi di controllo economico del territorio volti alla repressione dei traffici illeciti,
hanno sottoposto a sequestro oltre 4 kilogrammi di sostanza stupefacente di tipo hashish e
tratto in arresto due soggetti.
In particolare, militari del Gruppo di Arezzo, analizzando l’enorme volume di merci
movimentate quotidianamente da “corrieri” privati, che talvolta si presta ad essere utilizzato
in modo fraudolento, hanno individuato due plichi postali anomali provenienti dalla Spagna,
indirizzati ad un “locker” cittadino e aventi per destinatari falsi soggetti residenti nella
provincia di Arezzo.
Attraverso mirati servizi di appostamento, i militari hanno identificato i reali destinatari delle
spedizioni, due soggetti, uno di nazionalità italiana e l’altro di nazionalità albanese, fermati
mentre ritiravano i plichi nei quali erano celati 4140 grammi di sostanza stupefacente tipo
“hashish”, prontamente sottoposti a sequestro.
Sono state successivamente effettuate perquisizioni personali e domiciliari ex art 103 D.P.R.
n. 309/1990 e i militari hanno proceduto all’arresto e alla denuncia, ex art. 73 D.P.R. n.
309/1990 (“Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”)
di entrambi i soggetti, per i quali sono stati poi disposti gli arresti domiciliari.
L’operazione condotta testimonia l’impegno della Guardia di Finanza volta a garantire il
rispetto della legalità quale forza di polizia economico-finanziaria sempre presente nel
territorio.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della
Repubblica di Arezzo (art. 5 del d.lgs. n. 106/2006, come modificato dall’art. 3 del d.lgs. n.
188/2021), trattandosi di attività di indagine di interesse pubblico.
Si evidenzia che i provvedimenti in parola sono stati adottati sulla scorta degli elementi
probatori acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, in attesa di giudizio definitivo,
sussiste la presunzione di innocenza.
