PODERE LA CAPPELLA SACRO E PROFANO NEL CHIANTI CLASSICO
Bruno Rossini, veronese doc, decise di acquistare il Podere La Cappella a San Donato in Poggio (Fi) nel 1979. “Mio padre conosceva già la zona, perché avendo dei parenti che vivono poco distante da qui, almeno una volta all’anno veniva a far loro visita e insieme andavano a cercar funghi – esordisce la figlia Natascia – fu proprio durante una di queste escursioni che capitò, per puro caso, al Podere la Cappella. Lo visitò, parlò con la titolare e, in cinque giorni, decise di acquistarlo”.
La lungimiranza di Bruno Rossini è l’inizio della storia di Podere la Cappella, oggi splendida azienda agricola circondata da vigne che si estendono fino all’orizzonte, intervallate da oliveti e boschi di querce, cipresso selvatico, corbezzolo, diretta da Natascia ma sempre sotto l’occhio vigile di Bruno.
Podere la Cappella prende il nome dalla chiesetta di Santa Maria a Cerbaia che si trova nel parco dell’azienda e le cui origini risalgono all’anno 1076 dC. Nata come suffraganea della Pieve di San Donato in Poggio sul percorso della strada per Siena in una zona di importante agglomerato demografico la chiesetta divenne poi, attorno al 1500, oratorio facente parte del territorio della pieve, ed infine verso il 1800 cappella privata. Al suo interno sono conservate alcune opere tra cui un dipinto dell’Artista Antonio Manzi, un dipinto raffigurante la Madonna con Gesù bambino in grembo (fine 1200 inizio 1300) ed alcuni altorilievi in terracotta dipinta a mano raffiguranti la Via Crucis.
Proprio di fronte alla Cappella si trova la statua “Ballerina” realizzata da Antonio Manzi, che è diventata una sorta di emblema della famiglia Rossini. Immerso nelle dolci colline del Chianti Classico, nel versante sud ovest della Denominazione nella sottozona di San Donato in Poggio, che prende il nome dall’omonimo villaggio che dal 2023 è entrato far parte del circuito dei borghi più belli d’Italia, Podere la Cappella produce un’interessante selezione di Chianti Classico, Chianti Classico Riserva, IGT Corbezzolo e Cantico, Oriana (un vermentino dedicato alla madre di Natascia), Idillio, il passito che prende il nome dal nonno paterno, oltre ad un olio extravergine d’oliva e un’acquavite di pere. Tutte eccellenze la cui particolarità sono la tipica espressione del territorio.“Quanto alle nostre vendite – conclude Natascia – per la maggior parte sono all’estero, ma mi preme sottolineare che fra i nostri clienti uno su tutti merita di essere citato: il Vaticano”.
